La storia del gioco d’azzardo
La storia del gioco d’azzardo è legata a filo doppio all’esistenza dell’essere umano stesso.
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Non ci sono prove che già nell’era preistorica gli uomini giocassero d’azzardo, ma è ragionevole credere che da un certo grado dello sviluppo del cervello umano in avanti la componente ludica facesse parte della vita quotidiana di qualsiasi forma di società esistente.
Gli albori
Le prime tracce di un gioco d’azzardo allo stato primordiale (l’equivalente degli odierni dadi) sono state ritrovate da alcuni studiosi in Cina, e sembra che risalgano a cinque mila anni prima della venuta di Cristo.
Dai Greci ai Romani
Il dado è un po’ il liet motiv del gioco d’azzardo, perché oltre ad essere come detto lo strumento ludico più antico lo ritroviamo anche nell’Antica Grecia. Qui il gioco veniva tenuto in altissima considerazione, ed era un aspetto che riguardava i nobili e i meno nobili, i colti e i meno informati. Per i Romani, invece, ogni forma di gioco d’azzardo era illegale, a parte una: le scommesse.
Eh sì, siamo proprio noi italiani ad averle inventate! Sembra che i Romani scommettessero soprattutto sui combattimenti tra gladiatori e gladiatori, o tra gladiatori e fiere, che si tenevano al Colosseo.
Sicuramente meritevoli di scommesse erano anche le antiche naumachie, particolari simulazioni di battaglie navali “a terra”: si riempiva d’acqua un’arena, si collocavano navi e combattenti (di solito schiavi e condannati a morte) e si dava inizio alla battaglia.
La storia del gioco d’azzardo: il Medioevo, Rinascimento e tempi moderni
Nonostante il gioco d’azzardo non si fosse mai perso completamente per strada, non ci sono notizie precise e affidabili di luoghi o avvenimenti particolarmente importanti ad esso legati. Questo fino al Rinascimento, quando in Francia cominciarono ad aprire le prime sale da gioco, in concomitanza con l’invenzione di alcuni giochi come quelli legate alle carte, la roulette e così via.
A quei tempi, e in quei luoghi, il gioco d’azzardo veniva praticato solo dai reali e dagli aristocratici: per le pance vuote dei sudditi erano tempi bui, tempi nei quali prima di pensare a giocare dei soldi si pensava a riempire gli stomaci delle proprie famiglie.
Con la modernità, gli esercizi commerciali, l’avvento delle slot machine da bar, l’esplosione di Las Vegas e soprattutto dei casino online, il gioco ha assunto una forma nazional-popolare, tanto da essere praticato abbastanza trasversalmente da un po’ tutti i ceti sociali.
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